Menù

Chiedilo ai candidati: domande e risposte sul termoutilizzatore

Image

Fonte: Giornale di Brescia del 21 mag 2018
https://www.giornaledibrescia.it/elezioni/amministrative-2018/loggia/chiedilo-ai-candidati-domande-e-risposte-sul-termoutilizzatore-1.3272286


Prosegue l’iniziativa del Giornale di Brescia «I candidati rispondono»: i nostri lettori possono infatti rivolgere le loro domande agli aspiranti sindaci. In ogni puntata affronteremo un tema (in quelle scorse i trasporti, il parco delle cave, la Tav, la raccolta differenziata e lo stadio).

Oggi si parla di termovalorizzatore, l’impianto di A2A che brucia i rifiuti bresciani (ma non solo) producendo così energia elettrica e calore che alimenta la rete del teleriscaldamento. Ecco le domande selezionate dal GdB e rivolte agli 8 candidati a sindaco alle elezioni del prossimo 10 giugno.

Domanda 1

1 Secondo lei finora la presenza del termoutilizzatore è stata per Brescia positiva o negativa? E perché? Massimo

La risposta di Emilio Del Bono

1 Il termovalorizzatore si è rivelato strategico per gli equilibri energetici e ambientali della città. Grazie al Termovalorizzatore, Brescia non ha bisogno di aprire nuove discariche e ha energia e calore tali da rispondere al suo fabbisogno. Ovviamente un impianto che brucia rifiuti ha anche delle criticità. A2A ha già provveduto ad aggiornare la struttura e renderla più efficiente e meno impattante. Inoltre, investirà altri 60 milioni di euro nell’installazione di nuovi filtri, che ridurranno drasticamente le emissioni di ossido di azoto prodotte.

La risposta di Paola Vilardi

1 Come tutti i bresciani avrei preferito non fosse a Brescia, ma adesso dobbiamo risolvere il problema dell’eccessivo carico di rifiuti. Progetterò un nuovo programma energetico che renda non necessaria ai fini della produzione di calore ed elettricità la terza linea, sino alla sua dismissione.

La risposta di Guido Ghidini

1 Chiamiamolo con il nome corretto: inceneritore («termoutilizzatore» l’ha inventato ASM, oggi A2A, per far digerire ai cittadini il suo eco-mostro). Nel 1992 l’inceneritore era stato pensato per bruciare 266.000 tonnellate di rifiuti all’anno, provenienti da città e provincia. Fu costruito, invece, per bruciare fino ad 1 milione di tonnellate. E sono anni, ormai, che l’impianto viene utilizzato al massimo carico termico (…). I rifiuti vengono poi trasportati con oltre 100.000 passaggi all’anno di camion che attraversano la città (…). La sua presenza è assolutamente negativa, per Brescia e il resto del mondo, in cui abbiamo esportato il modello di una città inceneritore-dipendente. Grazie alle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, Brescia dipende infatti dall’inceneritore di un’azienda privata sia per lo smaltimento dei rifiuti che per la produzione di energia. Chi ne ha avuto vantaggio? Certo non i cittadini (…). Il vero vantaggio è stato per le casse dell’azienda e dei suoi azionisti. Incluso il Comune di Brescia, certo. Ma un’amministrazione pubblica non deve porsi come obiettivo il profitto, deve pensare esclusivamente al bene comune dei cittadini. (…).

La risposta di Laura Castagna

1 La pressnza del termoutilizzatore è stata positiva perché ha dato la possibilità di fornire a prezzi calmierati il riscaldamento a buona parte della città. Oltre a questo ha permesso lo smaltimento dei rifiuti, evitando di ricorrere a discariche. Abbiamo limitato l’inquinamento di centrali alternative e in più rafforzato gli utili di A2A e quindi della città.

La risposta di Davide De Cesare

1 La presenza del termoutilizzatore è senz’altro positiva fino a quando va a risolvere i problemi dei rifiuti della città; quando lo smaltimento dei rifiuti diventa business per delle multiutilities – che in realtà sono S.p.A con il solo scopo di lucro – la prospettiva cambia significativamente. Parliamo di numeri: il 90% dell’incenerito non proviene da Brescia, il 40% dalla provincia ed il restante 50% da fuori regione. Il 20% del monte rifiuti bruciati è un tipo speciale. Di tutti questa mole solo il 2 per mille viene controllato. Le conclusioni sono semplici…

La risposta di Leonardo Peli

1 Il bilancio della presenza del termoutilizzatore è per noi negativo, soprattutto a causa del sistema di gestione: vi è stato un vantaggio economico solo per il gestore senza alcun ritorno all’utente. Rileviamo poi che attualmente è una tecnologia a nostro avviso obsoleta che dovrebbe essere aggiornata. L’idea di trasformare rifiuti in energia concettualmente può essere corretta, ma è necessario che venga declinata senza creare disagi o addirittura danni all’ambiente o alla popolazione.

La risposta di Alberto Marino

1 L’inceneritore di Brescia costituisce una delle principali fonti di inquinamento dell’aria della città. Bisognerà procedere alla chiusura almeno della terza linea dell’inceneritore, nel contesto di una strategia di dismissione totale dell’impianto e di una raccolta integrale dei rifiuti porta a porta orientata al progetto rifiuti zero (…).

La risposta di Lamberto Lombardi

1 Rispetto alla situazione precedente, l’installazione del termoutilizzatore, allora il più avanzato d’Europa, ha consentito di entrare in una fase in cui si potesse effettivamente parlare di un Piano Rifiuti. In qualsiasi Paese i più avanzati progetti di riciclaggio si accompagnano a dei termovalorizzatori.

Domanda 2

2 Adesso che anche in città facciamo la raccolta differenziata potremo inviare più rifiuti al riciclo e meno all’inceneritore. Di quanto potrà scendere l’utilizzo dell’impianto di A2A? Marisa

La risposta di Emilio Del Bono

2 Con l’ottima risposta dei bresciani alla raccolta a sistema misto, in soli due anni la differenziata è aumentata dal 37% al 65%. Questo risultato ci dice che possiamo riciclare più plastica, vetro e carta. Con la differenziata e la realizzazione di un piano green a economia circolare potremo recuperare fonti di calore a sufficienza per ridurre di un terzo il conferimento dei rifiuti al termovalorizzatore. Inoltre, agevoleremo le acciaierie bresciane a connettersi al nostro teleriscaldamento, rimettendo in circolo il calore da loro prodotto e provvederemo all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e scolastici. Infine, promuoveremo la produzione di energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico.

La risposta di Paola Vilardi

2 Il paradosso dell’attuale raccolta differenziata è che sono aumentati sia i disagi per i cittadini che i rifiuti smaltiti nel termoutilizzatore. Il nostro piano prevede subito uno stop ai rifiuti da fuori Lombardia che rappresentano il 20% di quelli attualmente bruciati. Riducendo del 20% i rifiuti conferiti diminuiranno significativamente anche le emissioni in atmosfera.

La risposta di Guido Ghidini

2 A Brescia siamo all’assurdo: la giunta Pd ha chiesto sacrifici ai cittadini introducendo la differenziata con le calotte, ma invece di premiare i più virtuosi ha aumentato prima la tassa sui rifiuti e poi la quantità di rifiuti bruciati (686.000 tonnellate nel 2015, 725.000 nel 2016). Dunque la differenziata non ha alcuna ricaduta sull’inceneritore, forse avevano paura di fare uno sgarbo all’azienda. Noi proponiamo una raccolta differenziata integrale e una tariffazione puntuale (più differenzi, meno paghi), la chiusura della terza linea e un graduale efficientamento energetico degli edifici (…).

La risposta di Laura Castagna

2 Sono per la completa revisione della raccolta porta a porta fatta male e senza alcun vero principio sul riciclo e sulla pulizia della città.

La risposta di Davide De Cesare

2 Per adesso A2A ha sopperito al calo di rifiuti bresciani con l’incremento dei rifiuti provenienti da fuori: non proprio un incentivo all’impegno dei nostri cittadini e senza dubbio una scelta scellerata dell’amministrazione.

La risposta di Leonardo Peli

2 Concordo sul fatto che la raccolta differenziata vada finalizzata al riciclo e non alla conversione in energia attraverso l’inceneritore. Dal nostro punto di vista la raccolta differenziata dovrebbe essere non solo incentivata attraverso una diminuzione dei costi per i più diligenti ma dovrebbe essere fatta in maniera più dignitosa e decorosa per la città con l’implementazione di cassonetti ed individuazione di aree destinate alla raccolta. Ovviamente più differenziata si fa, meno si utilizzerà il termoutilizzatore (…).

?La risposta di Alberto Marino

2 La produzione di rifiuti da incenerire dovrebbe scendere a zero perché tutto dovrebbe essere legato al riciclaggio. Purtroppo importiamo rifiuti anche da altre città perché A2A è divenuta una multiutility quotata in Borsa che necessita di produrre maggiore quantità di energia per poi rivenderla sul mercato internazionale snaturando quella che è la missione di una società nata come municipalizzata. Quindi auspichiamo anche la ripubblicizzazione totale di A2A: i servizi fondamentali della cittadinanza non devono essere consegnati al mercato.

La risposta di Lamberto Lombardi

2-3 Il riciclaggio dei rifiuti è partito in ritardo, mentre l’inceneritore passava da una a tre linee. In questo modo invece che uno strumento di gestione dei rifiuti il termoutilizzatore è diventato un grosso affare. Si deve tornare ad una sola linea perché pesa assai l’inquinamento prodotto dai camion di conferimento mentre se procede la raccolta dfferenziata con una sola linea resterà perfino il margine per sopperire a urgenze eccezionali di altre città.

Domanda 3

3 Trovo intollerabile che in via Malta arrivino anche rifiuti da altri territori, addirittura da altre regioni. Come possiamo impedirlo? E poi, viste alcune inchieste dei mesi scorsi, i controlli dei camion all’ingresso sono adeguati? Giulio

La risposta di Emilio Del Bono

3 I rifiuti solidi conferiti al termovalorizzatore giungono solo da Brescia. Da fuori regione provengono, come previsto dalle leggi nazionali, scarti di attività di recupero di altri materiali. A2A vigila costantemente, e noi chiediamo un’attenzione sempre maggiore, anche sui camion in ingresso, ulteriori controlli sono a carico di Arpa. Auspichiamo che Regione Lombardia conferisca all’agenzia risorse utili a consentirle di svolgere ispezioni con più frequenza.

La risposta di Paola Vilardi

3 Renzi, amico e compagno di Del Bono nel Pd, ha varato il Decreto Sblocca-Italia che permette di trattare negli impianti disponibili tutti i rifiuti, non solo quelli prodotti in regione. Così il termoutilizzatore di Brescia nel 2016 ha bruciato 119.307 tonnellate di Rifiuti Speciali provenienti da fuori Lombardia e 10.501 tonnellate di Rifiuti da attività commerciali extra Lombardia. Il 20% dei rifiuti bruciati nel termoutilizzatore proviene da fuori regione. Ci impegniamo a impedire l’ingresso nell’impianto di Brescia dei rifiuti provenienti da altre regioni e mobiliteremo i nostri parlamentari europei perché la Corte di Giustizia europea si esprima sulla conformità alla normativa europea del Decreto come richiesto dal TAR del Lazio.

La risposta di Guido Ghidini

3 Non è intollerabile il luogo di provenienza dei rifiuti. È intollerabile e gravissimo che non si controlli la loro qualità. La magistratura ha evidenziato come A2A esegua controlli sommari sui rifiuti in ingresso (solo 2 controlli ogni 1000 camion). E la maggior parte di questi controlli è stata solo documentale, senza verificare il reale contenuto. Per impedire il conferimento di rifiuti da ogni parte d’Italia si potrebbe modificare lo «Sblocca Italia», voluto dal Pd di Renzi e Del Bono (…).

La risposta di Laura Castagna

3 Sull’arrivo di altri rifiuti nel nostro termoutilizzatore va fatto un doppio ragionamento. Il primo è che se quello che viene bruciato è supercontrollato può portare un maggior reddito alla città. Ma non solo, può aumentare anche la forza lavoro utilizzata. Il secondo, che non bisogna credere a scoop che non vengono mai confermati. I rifiuti non si possono far sparire con un colpo di bacchetta magica.

La risposta di Davide De Cesare

3 Come ho già avuto modo di dire, i controlli sono oggettivamente deficitari. Tuttavia, ed è pura logica, fino a quando lasceremo in mano ad un’azienda che come fine ultimo ha solo ed unicamente di produrre utili, anziché il benessere dei cittadini, ci saranno ben poche speranze che certe dinamiche cambino. Un’amministrazione comunale seria deve essere disposta a rinunciare a qualche introito a favore della salute pubblica. Per quanto ci riguarda, c’è poco da fare: almeno la terza linea va chiusa.

La risposta di Leonardo Peli

3 La ricezione di rifiuti di altre zone costituisce un guadagno per la gestione del termoutilizzatore. Basterebbe non implementare lo stesso e limitarne l’utilizzo accogliendo solo i rifiuti di Brescia. È evidente invece che se lo scopo è vendere energia, chi gestisce cercherà di incrementare il conferimento di rifiuti avendo così nuovo e più abbondante «carburante». Ritengo del tutto inadeguati i controlli dei camion che conferiscono i rifiuti essendo per noi necessario che oltre ad una prima selezione esterna venga effettuato un accurato controllo di ciò che si brucia a tutela dell’ambiente e della salute.

?La risposta di Alberto Marino

3 Credo indispensabile un aumento dei controlli (maggiore di oggi) e la totale tracciabilità dell’origine e della provenienza dei rifiuti per evitare di incorrere in acquisto e trasferimento di carichi indebiti al nostro termoutilizzatore. Nella nostra ipotesi l’impianto andrebbe ridimensionato e poi chiuso, la produzione energetica dovrebbe rivolgersi solo a fonti rinnovabili e non inquinanti.

La risposta di Lamberto Lombardi

2-3 Il riciclaggio dei rifiuti è partito in ritardo, mentre l’inceneritore passava da una a tre linee. In questo modo invece che uno strumento di gestione dei rifiuti il termoutilizzatore è diventato un grosso affare. Si deve tornare ad una sola linea perché pesa assai l’inquinamento prodotto dai camion di conferimento mentre se procede la raccolta dfferenziata con una sola linea resterà perfino il margine per sopperire a urgenze eccezionali di altre città.

Domanda 4

4 Abito nella zona sud della città, dove più forte è l’inquinamento dell’aria, e come molti altri bresciani sono preoccupato. Quali investimenti dobbiamo chiedere ad A2A per tutelare la nostra salute? Gianluca

La risposta di Emilio Del Bono

4 Per ridurre l’inquinamento bisogna intervenire sui gas di scarico, sul riscaldamento domestico e sulle emissioni industriali e agricole. Limitare le emissioni sarà la principale richiesta che avanzeremo in occasione dei rinnovi delle autorizzazioni dei grossi impianti industriali cittadini. Va in questo senso anche il piano di riconversione della centrale a carbone di Lamarmora. A2A sta facendo la sua parte con il termovalorizzatore. Chiederemo all’azienda anche un piano di investimenti straordinari a sostegno alla diffusione della mobilità elettrica.

La risposta di Paola Vilardi

4 Oltre allo stop ai rifiuti da fuori Lombardia chiuderemo anche la centrale a carbone di via Lamarmora. Sarà uno dei primi interventi della giunta Vilardi.

La risposta di Guido Ghidini

4 Tutelare la salute dei cittadini è compito del Comune, non di un’azienda privata (A2A) in cui il Comune non ha voce. È dunque il Comune che deve investire. Semmai l’azienda dovrebbe «disinvestire», chiudendo la terza linea dell’inceneritore. Le nostre proposte sono chiare: estensione della ZTL, aumento di zone 30 e pedonali, piste ciclabili più sicure, sperimentazione della gratuità del trasporto pubblico per fasce di cittadini sempre più ampie (…).

La risposta di Laura Castagna

4 Per darle una risposta esaustiva andrebbe svolta una ricerca che ci sveli quanto inquinamento viene prodotto dal termoutilizzatore e quanto ne verrebbe prodotto se tutte le utenze collegate dovessero prodursi il riscaldamento autonomamente. A2A negli ultimi anni ha stanziato decine di milioni di euro nelle circoscrizioni circostanti. Si potrebbe chiedere ad A2A di migliorare le emissioni emesse. Quello che ci piacerebbe approfondire ulteriormente è il percorso che effettuano le ceneri nate dalla combustione dei rifiuti, per controllare che siano smaltite correttamente, in quanto risultano essere il prodotto più pericoloso di tutto il processo.

La risposta di Davide De Cesare

4 Quando sale il PM10 il Comune ferma i veicoli Euro 3. Come svuotare il mare con un cucchiaino: il 15% almeno del PM10 di Brescia è prodotto da un termoutilizzatore obsoleto. L’Amministrazione dovrebbe obbligare A2A – non chiedere cortesemente – ad adottare le tecnologie più innovative, cosa che, guardacaso, non sembra destinata ad accadere mai. Ci penseremo noi a mettere in riga l’A2A.

La risposta di Leonardo Peli

4 Bisognerebbe provvedere ad una più selezionata raccolta dei rifiuti che vengono bruciati, chiedere investimenti in nuove tecnologie e nuovi sistemi di filtraggio ed allargare ed incrementare il più possibile i polmoni verdi della città.

?La risposta di Alberto Marino

4 Credo sia difficile chiedere a chi produce inquinamento di produrne meno. Il meglio sarebbe aprire un tavolo di confronto aperto ai movimenti ambientalisti ed a personalità scientifiche che approntino un piano di riconversione totale e di revisione del termoutilizzatore. Sono convinto che solo un approccio nel quale si metta in discussione l’attuale modalità di produzione dell’energia e del suo utilizzo possa creare i presupposti per un cambiamento reale della qualità dell’aria, del suolo e anche della salubrità delle acque.

La risposta di Lamberto Lombardi

4 Se applicate le condizioni ai precedenti punti l’inquinamento dovrebbe ridursi e l’impegno che chiediamo ad A2A è la riduzione delle bollette dell’energia per i bresciani.